“De gustibus non est disputandum”; ovvero della protezione legale del gusto

Da anni ormai ci si domanda se il gusto di un alimento possa essere tutelato, e come.

Recentemente la questione è stata sottoposta anche alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. La Gerechtshof Arnhem-Leeuwarden (Corte di appello d’Arnhem-Leeuwarden, Paesi Bassi) ha infatti richiesto alla Corte se il diritto dell’Unione sia di ostacolo alla protezione del sapore di un alimento a norma del diritto d’autore.

Il ricorso è stato proposto nell’ambito di una controversia pendente tra Levola Hengelo B. V. e Smilde Foods B. V., due imprese olandesi produttrici di alimenti, avente ad oggetto la pretesa violazione del diritto d’autore attinente al sapore di una crema spalmabile con formaggio d erbe fresche, dal nome «Heks’enkaas» (in italiano, “formaggio delle streghe”) creata da un commerciante al dettaglio olandese di verdure ed alimenti freschi che ha ceduto a Levola tutti i diritti di proprietà intellettuale in cambio di un corrispettivo correlato al fatturato ricavato dalla vendita del prodotto.

Più in particolare, Levola sosteneva che il sapore dell’Heksenkaas configurerebbe una creazione intellettuale e pertanto godrebbe, quale “opera letteraria, scientifica o artistica” (secondo la categorizzazione prevista dalla legge sul diritto d’autore olandese e dalla analoga Convenzione di Berna, vincolante per tutti gli Stati membri), della tutela stabilita dalle norme in tema di diritto d’autore, e che il sapore del prodotto fabbricato da Smilde configurasse una riproduzione di tale «opera». Levola richiamava a suo favore una sentenza della Hoge Raad der Nederlanden (Corte suprema dei Paesi Bassi) del 16 giugno 2006 in cui la Corte aveva accettato il principio della possibilità di riconoscere un diritto d’autore a favore dell’odore di un profumo.

Smilde ha invece eccepito che il sistema del diritto d’autore riguarderebbe unicamente opere visuali e sonore e non vi rientrerebbe pertanto anche la protezione dei sapori; inoltre, secondo la convenuta l’instabilità di un alimento e il carattere soggettivo della percezione gustativa osterebbero a considerare il sapore di un alimento come un’opera protetta dal diritto d’autore. Una tale tesi, come rilevato dal giudice del rinvio, era stata peraltro già sostanzialmente accolta in Francia in una sentenza della Cour de cassation (Corte di cassazione) la quale, chiamata a pronunciarsi su una questione simile, aveva categoricamente negato la possibilità di una protezione di un odore a norma del diritto d’autore (cfr. sentenza del 10 dicembre 2013 n. 11-19.872).

Nella decisione emessa il 13 novembre 2018 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha evidenziato come il sapore di un alimento possa essere tutelato dal diritto d’autore solo se possa essere qualificato come «opera» ai sensi della direttiva 2001/29 sulla tutela del diritto d’autore e dei diritti connessi, il ché implica un’espressione dell’oggetto della tutela identificabile con sufficiente precisione e obiettività, quand’anche tale espressione non fosse necessariamente permanente. Per la Corte, infatti, da un lato le autorità competenti a garantire la tutela dei diritti esclusivi inerenti al diritto d’autore devono poter conoscere con chiarezza e precisione gli oggetti in tal modo protetti, e così i singoli, segnatamente per gli operatori economici, che devono poter individuare con chiarezza e precisione gli oggetti tutelati a favore di terzi, in particolare di concorrenti; dall’altro lato, la necessità di evitare qualsiasi elemento di soggettività, pregiudizievole per la certezza del diritto, nel processo di identificazione dell’oggetto tutelato implica che quest’ultimo possa essere oggetto di un’espressione precisa e obiettiva.

Alla luce di tali considerazioni, la Corte ha ritenuto che “non vi è possibilità di procedere ad un’identificazione precisa e obiettiva per quanto riguarda il sapore di un alimento. Infatti, a differenza, ad esempio, di un’opera letteraria, pittorica, cinematografica o musicale, la quale è un’espressione precisa e obiettiva, l’identificazione del sapore di un alimento si basa essenzialmente su sensazioni ed esperienze gustative soggettive e variabili, in quanto dipendono, in particolare, da fattori connessi alla persona che assapora il prodotto in esame, come la sua età, le sue preferenze alimentari e le sue abitudini di consumo, nonché l’ambiente o il contesto in cui tale prodotto viene assaggiato”. Inoltre, come osservato, “non è possibile, con i mezzi tecnici disponibili allo stato attuale dello sviluppo scientifico, procedere ad un’identificazione precisa e obiettiva del sapore di un alimento, che consenta di distinguerlo dal sapore di altri prodotti dello stesso tipo”.

Per tali ragioni, la Corte ha quindi negato che il sapore di un alimento potesse essere tutelato dal diritto d’autore e che una normativa nazionale possa essere interpretata in modo da conferire a un tale sapore una tale tutela.

Una sentenza rigorosa, ma dal sapore amaro per i produttori / creatori di alimenti.

Numero di riferimento del caso: darts-747-843-F-en

Circa l’autore:

  • Avv. Gilberto Cavagna di Gualdana
  • Partner Negri-Clementi Studio Legale Associato.
  • Responsabile Dipartimento Diritto della proprietà intellettuale

Riguardo lo Studio:

Lo Studio nasce nel 2011 per impulso dell’avvocato Gianfranco Negri-Clementi, consulente e legale di fiducia di importanti gruppi bancari, assicurativi e industriali italiani e internazionali, il quale, dopo aver creato nel corso di sei decenni altre realtà di primo piano nel panorama non solo italiano degli studi professionali, ha deciso di intraprendere una nuova sfida e di fondare una boutique della consulenza legale. Ha scelto di aderire a questa sfida la figlia Annapaola Negri-Clementi, oltre ad altri professionisti provenienti da alcuni dei più importanti studi legali nazionali e internazionali e con consolidate esperienze nel settore del diritto civile e commerciale, sia nell’attività difensiva giudiziale sia nella consulenza stragiudiziale, con particolare riferimento alle operazioni straordinarie e alle ristrutturazioni aziendali.

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