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La tutela della forma della Vespa

La Corte di Appello di Torino con sentenza n. 677/2019 in data 16 aprile 2019 ha confermato la tutela della forma della Vespa come marchio tridimensionale e come opera del design protetta dal diritto d’autore.

Rigettando l’appello proposto da due società cinesi condannate in primo grado per contraffazione dei diritti di marchio e del diritto di autore riconosciuti validamente in capo a Piaggio (Tribunale Torino sentenza n. 1900/2017 in data 6 aprile 2017), la sentenza della Corte di Appello di Torino contiene affermazioni importanti in particolare riguardo a due questioni: i)quella della validità ex art. 9 c.p.i. come marchio tridimensionale di un design industriale che sia stato altresì brevettato come modello di utilità o registrato come disegno o modello; ii) quella dell’accertamento del “valore artistico in sé” cui è subordinata la tutela autorale del design industriale ex art. 2 l.d.a.

Riguardo alla prima, vi si legge in particolare che, posto che il divieto di cumulo di cui all’art. 40 c.p.i. riguarda unicamente la registrazione come disegno e modello e la brevettazione come modello di utilità, la Corte di Appello ritiene che “sicuramente il Codice di Proprietà di Industriale non impedisce che la forma – ove dotata dei requisiti di cui agli artt. 32 e ss c.p.i. – possa eventualmente essere registrata come disegno o modello e, successivamente, una volta affermatasi sul mercato come indicatore di origine del bene, ottenere la registrazione come marchio di forma ai sensi dell’art. 9 c.p.i.” Con la precisazione che “anzi, proprio con specifico riferimento all’acquisizione di una capacità distintiva di fatto, può ravvisarsi il punto di contatto tra la protezione del marchio di forma e quella dei disegni e modelli”.

Riguardo alla seconda, la sentenza sottolinea significativamente la condivisione dell’apprezzamento dei giudici di primo grado riguardo al “valore artistico in sé” del design industriale della Vespa per il fatto di essere fondato sugli esiti di una valutazione compiuta relativamente ai requisiti originari di novità e creatività, e non sul “riconoscimento collettivo da parte del mondo culturale” del quale esplicitamente nega il valore costitutivo.

Elisabetta-Berti-Arnoaldi-Veli

Author : Elisabetta Berti Arnoaldi

Graduated cum laude in 1984 at the Università degli Studi of Milan. Awarded the Daniela Jaeger prize for the best dissertation in Commercial and Industrial Law. She joined Studio Legale Sena e Tarchini in 1984 and she is admitted to the Bar in Bologna since 1990 and to the Supreme Court Bar since 2003. From 1985 to 2005 teaching assistant of Industrial Law at the Università degli Studi of Milan, Faculty of Industrial Law. Since 2014 she is a lecturer in Industrial and Intellectual Property Law at Poli.Design – Consorzio del Politecnico of Milan. Author of various publications. Member of the LIDC (International League of Competition Law), AIPPI (International Association for IP Protection), INDICAM (Centromarca Institute for the Fight against Counterfeiting), UAE (European Lawyers’ Union). Speaker at various national and international conferences. Languages: Italian, English, French.

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